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pubblicato il 29 / 05 / 2026

Data di fabbricazione dei pneumatici e sicurezza: Assogomma sfata il mito delle “gomme fresche”

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Esiste davvero una correlazione tra la data di fabbricazione dei pneumatici e la nostra sicurezza al volante? Se lo chiedono migliaia di automobilisti, spesso confusi da slogan commerciali ingannevoli o notizie prive di fondamento tecnico.

Per fare chiarezza, Assogomma è tornata in pista sul circuito di Varano de’ Melegari il 28 maggio, con “Pneumatici sotto controllo”. Un programma di test dinamici condotti con vetture strumentate e i piloti della scuderia De Adamich.

L’obiettivo? Fornire in 5 test risposte scientifiche e oggettive su tre fattori chiave per il consumatore: l’età di produzione della gomma (il famigerato DOT), la pressione di gonfiaggio e il posizionamento dei pneumatici.

Il verdetto della pista: la data di produzione non è una data di scadenza

Il test clou ha preso di mira la presunta superiorità prestazionale dei prodotti appena usciti dalla fabbrica. I piloti hanno confrontato in frenata – sia su asfalto asciutto che su fondo bagnato artificialmente (a velocità comprese tra i 50 e i 90 km/h) – gomme identiche per misura e modello, ma con date di fabbricazione differenti, fino a oltre tre anni.

Ebbene, i dati emersi dai sistemi di acquisizione a bordo parlano chiaro:

  • Prestazioni analoghe: Le distanze di arresto e i livelli di aderenza sono risultati sostanzialmente sovrapponibili.
  • Differenze millimetriche: Gli scostamenti registrati si limitano a pochissimi centimetri, oscillazioni del tutto normali nei test e a volte persino a favore delle gomme meno recenti.
  • Nessun legame con la sicurezza: Le tesi che sbandierano un vantaggio prestazionale delle sole gomme “fresche” sono tecnicamente infondate.

Dunque a cosa serve davvero il DOT? La data impressa sul fianco non è una scadenza. È un’informazione fondamentale per la tracciabilità del costruttore lungo la filiera distributiva, utile solo in caso di rari e specifici richiami di legge. Un pneumatico correttamente conservato mantiene intatte le sue qualità nel tempo.

Gomme migliori davanti o dietro? Occhio al bagnato!

Un altro grande dilemma dei consumatori riguarda l’inversione delle gomme o la sostituzione di due soli pneumatici. Cosa succede se montiamo le gomme nuove all’anteriore lasciando quelle usurate al posteriore?

I test a media velocità (70-80 km/h) in curva sul bagnato hanno restituito una risposta netta:

  1. Gomme usurate al retrotreno: La vettura accusa un forte e improvviso sovrasterzo, perdendo aderenza e rischiando il testacoda.
  2. Gomme migliori al retrotreno: Il veicolo supera la curva mantenendo il controllo.

La regola d’oro: per non correre seri rischi di sicurezza stradale – soprattutto durante gli improvvisi acquazzoni estivi – i pneumatici in condizioni migliori vanno sempre montati sull’asse posteriore!

Pressione bassa? I tuoi consumi si impennano fino al 15%

L’ultima sessione di prove a Varano si è concentrata sulla manutenzione ordinaria dei pneumatici. Viaggiare con una pressione inferiore rispetto a quella indicata nel libretto d’uso dell’auto compromette precisione di guida, comfort e prontezza di risposta. Inoltre, c’è un risvolto economico non trascurabile che tocca direttamente il portafoglio dell’automobilista.

I consumi di carburante sono stati misurati al millilitro su sessioni di 10 giri omogenei:

Condizione di GonfiaggioImpatto sui Consumi di CarburanteConseguenze Dirette
Pressione CorrettaOttimizzata (Livello Base) Massima efficienza, usura regolare
Sotto-gonfiaggio (-0,5 bar)Aumento dal 12% al 15% Maggiori costi di esercizio, usura precoce

Oltre al danno economico, viaggiare sgonfi genera un inutile aumento di emissioni nocive nell’ambiente.

Ricorda che i sistemi elettronici di bordo (TPMS) sono un ottimo aiuto, ma spesso si attivano quando il deficit è già marcato: il controllo visivo e manuale dal gommista resta indispensabile!


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