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pubblicato il 15 / 10 / 2020

Gomme usate invernali: 5 consigli per non sbagliare

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Il cambio gomme è sempre più vicino e molti guidatori si ritrovano a dover scegliere se comprare pneumatici nuovi o ripiegare sul mercato dell’usato. Fra siti di acquisto come Ebay o come Subito e gommisti online come Gommeusate.it, l’offerta di pneumatici di seconda mano sembra non conoscere crisi, anzi: proprio ora che le persone stanno affrontando un momento di ristrettezze economiche, queste alternative si dimostrano una buona occasione di risparmio. Attenzione però alla qualità: le gomme usate invernali sono forse anche più importanti delle estive, perché devono affrontare condizioni atmosferiche più difficili, incluso il bagnato e la neve. Come scegliere dunque i pneumatici migliori senza rinunciare a uno standard di sicurezza adeguato? In questo articolo vogliamo fornirvi 5 consigli utili per non sbagliare, concludendo il vostro affare con un margine di spesa fino al 50% più basso.

1) VALUTA BENE LA TIPOLOGIA DI GOMME (INVERNALI O 4 STAGIONI)

Il primo punto da tenere presente è la tipologia di gomme usate. Sì perché quando si parla di gomme invernali si può fare riferimento sia alle gomme invernali di nome e di fatto, sia alle gomme quattro stagioni che vanno bene in estate come in inverno. Dal punto di vista legale c’è da dire che la circolazione è consentita dal 15 novembre al 15 aprile (con leggere variazioni in base alle località) anche con le normali gomme estive (purché si abbiano a bordo le dotazioni necessarie, cioè catene, calze o ragni per gomme). È bene però munirsi di gomme invernali o gomme quattro stagioni qualora si voglia utilizzare la macchina in caso di pioggia, neve, gelo o per spostarsi in montagna. Rispetto alle gomme quattro stagioni, i pneumatici invernali offrono diversi vantaggi, sopportando meglio le temperature inferiori ai 7 °C. Bene anche le performance grazie al silice contenuto nella mescola, in grado di riscaldare la gomma prima e meglio.

2) CONFRONTA IL TUO CODICE CON QUELLO DEL VENDITORE

Ogni gomma, nuova o usata che sia, presenta sulla spalla un codice alfanumerico, che esprime le misure del pneumatico in termini di larghezza, rapporto e raggio. Queste misure sono scritte anche sul libretto di circolazione e devono essere rispettate nella maniera più assoluta, perché corrispondono al modello supportato dalla macchina. Da notare come su alcuni veicoli siano previste tipologie di gomme cosiddette equivalenti, in riferimento all’eventualità di gomme obsolete fuori produzione, che vanno quindi sostituite con gomme, appunto, equivalenti. Sul libretto, in questo caso, sarà riportata la dicitura “gomme equivalenti”. Molto importante, soprattutto per furgoni, camion e camper, è anche l’indice di carico, un numero che, moltiplicato per quattro, indica il peso massimo sopportato da ciascuna ruota.

3) VERIFICA LO SPESSORE RESIDUO SUL BATTISTRADA

E veniamo al punto più critico: lo spessore del battistrada delle gomme usate. Ogni gomma, quando esce dalla fabbrica, ha uno spessore di circa 7 o anche 8 millimetri. Questo è il limite massimo per normali gomme da strada (altro discorso sono le gomme per offroad). Mano a mano che la gomma si consuma, possiamo arrivare a spessori sempre più bassi, fino a cancellare del tutto il battistrada (gomma liscia). Ebbene, la legge italiana prevede per il nostro paese uno spessore del battistrada di almeno 1,6 millimetri, soglia sotto la quale si è passibili di sanzioni in caso di controllo. Ogni venditore dovrebbe quindi preoccuparsi di segnalare l’esatto spessore di ciascuna gomma, o quantomeno lo spessore medio del treno di gomme, così come rilevato tramite strumenti manuali o digitali. Fino a 2 o 3 millimetri, si può dire che lo pneumatico è in grado di assicurare una buona tenuta, senza compromettere la sicurezza alla guida e senza rischiare una violazione del codice della strada. 

4) CONTROLLA SE LA MARCA E’ UNA PRIMA O SECONDA SCELTA

Nel mercato delle gomme si è soliti riferirsi ai marchi disponibili come a una prima o una seconda scelta, in relazione alla qualità della produzione. Goodyear, Continental, Michelin e Bridgestone, ad esempio, sono marchi di prima scelta, o marche premium, mentre Barum, Firestone, Dunlop o Nankang sono marchi di seconda scelta, o seconda fascia. Alcuni tra i brand più rinomati hanno loro stessi una linea di seconde scelte, vedi ad esempio Riken, Taurus, Tigar e Kleber, tutti brand di seconda fascia che fanno capo a Michelin. Va da sé che una gomma usata di prima fascia, a parità di usura, dovrebbe garantire performance superiori rispetto a una stessa gomma di seconda fascia, vuoi per la qualità dei materiali vuoi per la tecnologia più evoluta. Non è detto che sia così, ma è un elemento in più sul quale ragionare al momento dell’acquisto, soprattutto per chi deve montare misure di gomme presenti nel catalogo di certi produttori ma non di altri.

5) ACCERTA IL CORRETTO STOCCAGGIO DELLA GOMMA

Una gomma usata in buone condizioni estetiche non è per forza di cose una gomma pronta per affrontare le strade durante la brutta stagione. Molto dipende dalle modalità e condizioni di conservazione della gomma stessa: una gomma lasciata all’aria aperta sotto il portico di una fattoria rischia di avere una mescola indurita a causa del sole, aspetto questo negativo che incide sull’esperienza di guida. Gli pneumatici di seconda mano dovrebbero essere riposti in magazzino, al chiuso e al coperto dai raggi del sole e dalle intemperie, preferibilmente in posizione tale da non comportare una deformazione del copertone nel lungo periodo (ad esempio non incolonnate una sull’altra, per evitare che la gomma sotto sia schiacciata dalle gomme sopra). Se possibile, evitare anche gli sbalzi di temperatura, che causano una continua dilatazione e contrazione della mescola e una conseguenza micro fessurazione della superficie.

Ora che sai tutto sulle gomme usate invernali, non ti resta che passare all’azione e scegliere il tuo prossimo acquisto!

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