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pubblicato il 20 / 12 / 2021

Ladro di pneumatici incastrato 12 anni dopo dalla sua cacca

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L’indagine contro ignoti era stata archiviata, ma ora, esattamente 12 anni dopo è arrivata la soluzione, grazie al DNA degli escrementi lasciati dal ladro nel luogo del delitto. Parliamo di un furto di pneumatici, per un valore attorno ai 30.000 euro, avvenuto ad Occhiobello, in provincia di Rovigo, nel dicembre 2009.

Il ladro, allora 24enne, l’avrebbe fatta franca se al tempo si fosse trattenuto dal liberarsi, defecando vicino al foro che stava scavando nel muro dell’azienda che commercializzava pneumatici. Ebbene sì, l’incontinente malfattore è stato incastrato dalla propria cacca – subito repertata dai Carabinieri per l’esame del DNA – 12 anni dopo il fatto.

Nel 2018, infatti, il giovane pugliese (oggi 33enne) della provincia di Foggia, ma oggi residente nel Lodigiano, è stato arrestato per un altro furto. Legge vuole che, all’ingresso in carcere, venga prelevato e inserito in banca dati il DNA. Ed ecco accendersi una luce: era proprio il DNA delle feci raccolte in occasione del furto di gomme di Occhiobello.

L’indagine è stata riaperta e il processo si è concluso con la condanna.

Il quadro muta bruscamente nel 2018, quando ormai nessuno – salvo magari l’imprenditore che subì il furto – pensava all’accaduto. Il giovane pugliese, della provincia di Foggia, ormai 33enne, viene arrestato per un altro furto. Le nuove disposizioni prevedono che, all’ingresso in carcere, gli venga prelevato il Dna. E, questa volta, il riscontro c’è eccome.
Indagine riaperta e processo. Concluso, appunto, con una condanna, anche se l’avvocato difensore è ricorso in appello, in quanto all’estrazione del DNA dovrebbe poter partecipare anche la difesa. Ci ‘puzza’ un po’ di pretesto, ma staremo a vedere!

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