Nel 2019 abbiamo assistito al cambiamento più profondo verificatosi nel Campionato del Mondo FIM Moto2 dal suo esordio 10 anni fa.
Il passaggio al potente motore Triumph ha ridotto i tempi sul giro di oltre un secondo nella maggior parte dei circuiti e la coppia del motore 3 cilindri ha aumentato al massimo le velocità di uscita dalle curve. Un altro elemento che ha contribuito ad aumentare il ritmo è stata l’introduzione dei nuovi pneumatici Dunlop, tra cui un pneumatico posteriore più largo, che è stato utilizzato in gara a partire dal GP di Spagna dello scorso maggio.
Più largo, più veloce, più duraturo
Nelle 3 gare iniziali, Dunlop ha utilizzato il pneumatico posteriore con specifica 2018 di 195mm di larghezza e da Jerez è passata alla specifica da 200mm.
Simon Betney, Event Leader di Dunlop, ha dichiarato: “In un confronto su mescole simili, con il pneumatico più largo abbiamo riscontrato immediatamente un miglioramento di mezzo secondo a giro sulla maggior parte dei circuiti. Fattore ancora più importante, abbiamo notato un netto miglioramento della costanza delle prestazioni e della durata, nonostante l’aumento di potenza e di coppia. A Brno, il tempo totale di gara è risultato 32 secondi più veloce del 2018, con tempi medi sul giro di 1,8s più veloci. A Silverstone, rispetto all’ultima gara corsa due anni fa, abbiamo riscontrato un tempo di gara più veloce di 40 secondi”.
Aspetto ancora più significativo, la nuova gamma Dunlop ha dimostrato prestazioni in grado di durare nel tempo, perché i piloti hanno fatto registrare i giri più veloci verso la fine della gara. Al GP britannico, il nuovo record sul giro è stato registrato al penultimo giro.
Alex Marquez ha conquistato 5 vittorie quest’anno, più di quanto abbiano ottenuto finora tutti gli altri piloti, e ha elogiato così Dunlop: “Quando l’anno scorso ad Aragona ho provato il pneumatico posteriore più largo, questo si è dimostrato subito migliore e mi ha dato migliori sensazioni nell’inserimento in curva. Dunlop ha lavorato anche sul pneumatico anteriore migliorando il bilanciamento, questo mi dà più sicurezza. Dunlop ha fatto decisamente un buon lavoro”.
Ulteriori sviluppi in futuro
Dopo aver studiato le caratteristiche delle ultime moto della categoria Moto2, in molti circuiti Dunlop ha scelto pneumatici con mescole più dure rispetto al 2018. Il recente test effettuato al Red Bull Ring ha inoltre fornito un’idea dei progetti di Dunlop per il 2020.
Stephen Bickley, Senior Race Engineer di Dunlop, ha spiegato: “Abbiamo testato nuove costruzioni e nuove mescole e ci siamo concentrati anche sullo sviluppo dell’anteriore. Le prestazioni del pneumatico posteriore della Moto2 hanno raggiunto livelli altissimi e negli ulteriori sviluppi vogliamo avere la certezza che il pneumatico anteriore del 2020 lo completi, per assicurare ai piloti il corretto bilanciamento e handling. Abbiamo ulteriormente migliorato il nostro Carcass Tension Control System e la Heat Control Technology allo scopo di aumentare ulteriormente le velocità in curva nel 2020”.
Stephen Bickley ha spiegato anche come lo sviluppo della Moto2 possa anche contribuire allo sviluppo complessivo dei pneumatici Dunlop hypersport: “Le moto della categoria Moto2 sono prototipi avanzati, guidati da alcuni dei migliori piloti del mondo. Frenano, sterzano e si comportano a un livello molto superiore rispetto a quello di una moto da corsa derivata da quelle di serie, pertanto permettono a Dunlop di testare davvero tecnologie a un livello altissimo”.
Il prossimo Gran Premio di Moto2 si disputerà a Misano il 15 settembre e la prossima opportunità per i team di testare le più recenti specifiche di Dunlop sarà al termine della stagione, durante i test invernali.
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